Studio Psicologo Milano - Dott. Marcello Lo Verde

Ti senti spesso inferiore agli altri,
anche quando non lo dai a vedere?

Percorsi psicologici per chi convive con confronto costante, autosvalutazione, vergogna e senso di non essere mai abbastanza.

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Forse ti succede questo.

Non lo dici spesso. Ma dentro di te, queste sensazioni ci sono da tanto tempo.

  • Ti confronti continuamente con gli altri, e hai quasi sempre la sensazione di valere meno
  • Hai paura di deludere chi ti vuole bene
  • Cerchi conferme esterne, ma non bastano mai
  • Ti vergogni facilmente, anche di piccole cose
  • Ti senti fuori posto nelle relazioni, al lavoro, nella vita
  • Ti senti sbagliato anche quando fai tutto bene
  • Hai la sensazione di essere "meno" degli altri, senza capire perché
  • Magari funzioni all'esterno, ma dentro ti senti costantemente in difetto

Queste non sono debolezze di carattere. Sono segnali. E hanno radici che si possono capire. Queste sensazioni non nascono dal nulla. E spesso hanno radici molto profonde.

Parliamone

Da dove nasce questa sensazione

A volte queste sensazioni nascono molto presto. Crescere senza sentirsi davvero accolti, visti o valorizzati può portare a sviluppare una costante sensazione di inferiorità.

Col tempo questa sensazione influenza le relazioni, il lavoro, l'autostima e il modo di stare nel mondo. Non è inevitabile: si può comprendere, e si può trasformare.

Nel percorso terapeutico cerco di creare uno spazio in cui queste sensazioni possano finalmente essere comprese, e non soltanto combattute.

ADHD negli adulti e senso di inadeguatezza

Spesso si arriva in terapia senza sapere che c'è un legame.

La narrazione interna

Molti adulti con ADHD arrivano con le stesse parole: "sono pigro", "sono meno capace", "non riesco come gli altri", "deludo sempre tutti". Non è pigrizia. È il peso di anni in cui la mente funzionava diversamente, senza che nessuno lo capisse.

Il collegamento

ADHD, vergogna, confronto continuo, paura di non essere abbastanza: sono spesso collegati. Le difficoltà attentive non riconosciute producono un senso di inferiorità cronico che va ben oltre le difficoltà pratiche. È qualcosa che si porta dentro.

Come lavoriamo

Nel lavoro terapeutico considero anche il modo in cui le difficoltà attentive influenzano autostima, relazioni e senso di sé. Lavoro con le persone che ci convivono, aiutandole a capire come questa dimensione si intreccia con la loro storia, la loro autostima e il loro modo di stare nelle relazioni.

Dott. Marcello Lo Verde - Psicologo Milano

Chi sono

Sono Marcello Lo Verde, psicologo ad orientamento psicodinamico adleriano.

Nel mio lavoro incontro spesso persone che convivono da anni con vergogna, autosvalutazione e senso di non essere abbastanza. Persone che magari funzionano all'esterno, ma dentro si sentono costantemente inferiori agli altri.

A volte questo dolore è legato a una storia familiare particolare. A volte si intreccia con difficoltà attentive o con un modo di funzionare che non è mai stato davvero compreso. E spesso, dietro tutto questo, c’è una lunga storia di sentirsi “non abbastanza”.

Nel percorso terapeutico cerco di creare uno spazio in cui queste sensazioni possano finalmente essere capite — non solo gestite.

Sono specializzando in psicoterapia psicodinamica ad orientamento adleriano. Ricevo in studio a Milano, zona Sant'Agostino (Via Savona 1/a), e online.

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Se qualcosa in questa pagina ti ha fatto pensare "sta parlando di me", forse vale la pena sentirci. Il primo colloquio è uno spazio senza impegni: per capire se possiamo lavorare insieme.

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Domande Frequenti

Le domande che le persone fanno più spesso — anche quelle che è difficile fare ad alta voce.

1. Perché mi sento inferiore agli altri?

Il senso di inferiorità nasce spesso da esperienze precoci in cui non ci siamo sentiti davvero accolti, visti o valorizzati. Nel tempo, questa sensazione diventa una lente attraverso cui interpretiamo noi stessi e il mondo: ci confrontiamo continuamente, ci svalutiamo, facciamo fatica a sentirci abbastanza. Non è un difetto caratteriale: è qualcosa che si può comprendere e trasformare.

2. Perché mi confronto continuamente con gli altri?

Il confronto continuo è spesso un modo per cercare conferme che non arrivano mai. Dietro c'è spesso una domanda più profonda: "Sono abbastanza?" Quando questa domanda rimane senza risposta stabile, il confronto diventa compulsivo. Un percorso terapeutico aiuta a trovare quella risposta dall'interno, non dall'esterno.

3. È normale sentirsi sempre sbagliati?

No, non è normale nel senso di inevitabile. Sentirsi costantemente sbagliati è un segnale che qualcosa nella propria storia emotiva chiede attenzione. Non vuol dire essere "matti", vuol dire che c'è qualcosa che vale la pena esplorare insieme.

4. L'ADHD può causare senso di inadeguatezza?

Sì, molto spesso. Gli adulti con ADHD arrivano in terapia con una narrativa interna fatta di "sono pigro", "sono meno capace", "non riesco come gli altri". Anni di difficoltà attentive non riconosciute producono un senso di inferiorità profondo e cronico. Lavorare su questo è possibile.

5. Quanto dura un percorso dallo psicologo?

Dipende dalla persona e da ciò che si vuole affrontare. Esistono percorsi brevi (alcuni mesi) e percorsi più profondi che durano anche anni. Lo definiamo insieme nei primi incontri, in base alla tua storia e ai tuoi obiettivi. Le sedute durano generalmente 50 minuti.

6. Ho proprio bisogno dello psicologo?

Non è necessario stare "male" per rivolgersi a uno psicologo. Se senti che qualcosa non funziona, che ti svalutti spesso, che il malessere si ripete, allora probabilmente c'è qualcosa che vale la pena esplorare. La terapia non è per chi è "rotto": è per chi vuole capirsi meglio.

Contatti

Ricevo su appuntamento presso il mio studio a Milano o online.